
Attualmente sono disponibili due spettacoli, ma su richiesta possiamo proporvi anche piccoli schetch su varie tematiche.
(PRODUZIONE 2010/11) SCARICA IL VOLANTINOAttraverso la narrazione dei racconti autobiografici di Silvano Bortoli vengono ripercorse le vicende di una corte veneta del secolo scorso dal 1930 al 1955. Il mondo del protagonista è tutto racchiuso in pochi km quadrati attorno alla Villa Fabris situata in Visan a San Tomio di Malo.. li nasce, cresce, impara il lavoro del contadino, conosce la guerra e la paura, la gioia e la speranza del dopoguerra diventando uomo. E' un viaggio a ritroso fra credenze popolari e aneddoti divertenti per riscoprire, emozionandosi e sorridendo, un Veneto ormai scomparso. Un tempo anche di vere “vacche magre” , un tempo che ha formato una generazione di veneti a cui questo spettacolo cerca in piccola parte di dare voce |
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Il nord est è cambiato. Non è piu’ il luogo mitico delle imprese felici e del continuo arricchimento. Sul ponte sventola qualche “bandiera bianca” e piu’ di qualcuno è dovuto scendere dal treno del boom. Uno stop che ha colto impreparati molti ma non i protagonisti di questo spettacolo che si lanciano alla ricerca di una nuova opportunità.E’ un’umanità variegata quella che sale sul palco: dai vecchietti al tornitore in mobilità, dalle badanti dell’est all’italiana convertitasi all’Islam per amore. Questi e altri i protagonisti che trascinano lo spettatore nello spettacolo che man mano farà scoprire un Veneto incredibile, abitato da un popolazione variegata di gente per bene ma anche di brutti ceffi. Tutti comunque, anche provocando con la loro arroganza, vi faranno ridere e perché no anche riflettere sui problemi e sulle risorse della nostra terra dove a forza di “mandarse in cina” ci si è trovati la Cina in casa.
Ma niente paura una soluzione c’è sempre basta “girare el canton”.!
Lo spettacolo, che si può considerare un miscuglio fra il genere teatro brillante e cabaret, dura 1.30.
E' uno spettacolo di teatro-cabaret che nasce dai contrasti.
Contrasti fra il vivere moderno e il "vecchio" narratoci dai nostri padri o vissuto nelle nostre infanzie.
Contrasti a volte visibili a noi tutti, altre volte quasi impercettibili. Ben 6 donne salgono sul palco (oltre al solito uomo della par condicio) ad evidenziare che "el novo che avansa"è a tratti incomprensibile e ridicolo e non è riuscito a modificare certi modi d'essere tipici dei veneti. Lo spettacolo è come il nostro tempo, un continuo viaggio di andata e ritorno tra il Veneto dei contadini e il Veneto degli imprenditori.
Sul palco un baule tornato con una nonna emigrante, che contiene oggetti antichi, moderni e strane metamorfosi: il nuovo assomiglia al vecchio anche se indossa abiti diversi e parla linguaggi sofisticati, e la storia si ripete.
"Ma parchè nel nord del mondo i more dal massa magnà e nel sud i continua a crepare magri impicà?"
Questa è una delle tante domande che si pongono due arguti vecchietti che riuniranno le varie scene in un unico grottesco quadro.
Alla fine, dopo tante risate e più di un pensiero profondo, fra una finestra ed una "window", agli spettatori sorgerà il dubbio: "Ma parchè non se semo tegnù i balconi?"
Un viaggio ironico nel pianeta donna, dalle origini ai giorni nostri, alla scoperta degli stereotipi che ancora esistono, con un pizzico di sano femminismo!
Dopo una prima parte con una rivisitazione storica dal punto di vista della donna, si passa al tran-tran quotidiano e al rapporto con l'uomo.
Un cabaret quasi completamente femminile se non fosse per un uomo che è sul palco giusto per esigenze di.... par condicio!
Lo spettacolo è stato presentato la prima volta nel 1998 con il 2004 è nata questa nuova versione.